Durante l'estate del 2003, l'allora parroco Don Francesco Ferrari, ebbe l'idea di dare forma ed organizzazione all'attività sportiva di piccoli e ragazzi che già si manifestava nel nostro oratorio.Chiese ad un gruppo di genitori di mettersi in gioco, al servizio dei ragazzi della comunità.....ed eccofatta l'Unione Sportiva Oratorio Romanengo.
Si è partiti un po' alla chetichella, ma con tanto entusiasmo e desiderio di fare qualche cosa di buono anche attraversolo sport.
Dapprima la Scuola Calcio, i pulcini e gli esordienti, poi a seguire anche i giovanissimi, infine dallo scorsoanno, anche gli allievi.
Sono circa 100 gli atleti tesserati che ogni anno indossano la nostra bellissima divisa giallorossa, seguitida un buon gruppo di allenatori e preparatori che meritano la nostra riconoscenza. Anche i più adulti ci hanno seguitoin questa esperienza creando una squadra (ormai blasonata) di Calcetto a 5, e di amatori.
Ha ancora senso oggi una società sportiva all'interno di un oratorio? Al riguardo vi racconterò un episodio capitato durante la stagione sportiva scorsa, campionato esordienti:al termine di una gara svolta presso il nostro oratorio contro una squadra più "blasonata" (nel senso di pluridecennale attività sportiva) e vinta meritatamente dai nostri ragazzi, mi era venuta l'idea di andare negli spogliatoi per fare i complimentia tutti. il nostro spogliatoio era dislocato in fondo alla palazzina, per cui per arrivare, ho transitato davantia quello della squadra ospite. Mentre passavo ho sentito il bisogno di fermarmi perchè dall'uscio uscivano urla, parolacce, rozzi eveementi improperi rivolti ai ragazzini chiamati nome per nome, per la semplice ragione che si erano fatti battereda una "squadra inferiore" (queste parole me le ricordo bene).
Ecco la risposta.
C'è sempre più bisogno che gli oratori si facciano carico anche di organizzare e seguire l'attività sportiva dei ragazzi.Nella nostra società sportiva quanto vi ho raccontato non succede e non potrebbe succedere anche se la "tentazione" del voler vincere è sempre dietro l'angolo. Ciò che anima tutti noi è far crescere i nostri ragazzi educandoli all'impegno serio, al rispetto di tutti,all'aiuto di chi è più in difficoltà, a gioire insieme quando si vince e ad accettare la sconfitta.
Insomma una sana attività sportiva per crescere "in corpo ed intelletto".
In conclusione mi piace pensare che, passatemi il termine, tutta la "comunità sportiva" agisca per far vivere ai nostriragazzi lo sport per quello che è: una bellissima esperienza di gruppo che aiuta a crescere, dove la competizione è il mettere in gioco la propria capacità e potenzialità senza avere come fine il vincere a tutti i costi.
Ezio Castelli
Presidente